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EDEN
Io vado a passeggio per il tuo corpo
E ci cammino su e giù come al parco,
Un prato rovente ti abita il ventre
E i girasoli germogliano ovunque,
Guardo estasiato il cespuglio del giunco
Più che contento che non sia di rovi,
Io ti passeggio finché non mi stanco
Ma non mi stanco finché tu non piovi,
Sei la mia estate più calda e assolata
Di quelle che scoppiano in un temporale,
Sotto la gonna già un po’ arrotolata
I flussi del cielo già cambiano umore,
Io vado in giro fra i vialetti sinuosi
Lungo le gambe al profumo di pesca,
Svolto tra i dossi e i sentieri tortuosi
E sento montare i venti in burrasca,
Ti vado a spasso e il mio passo felpato
Lascia un’impronta dai tocchi soavi,
Però tanto basta al giardino incantato
Perché vi lampeggino i primi bagliori,
Ti schizzano fuori da tutti i tuoi pori
E quando la pioggia prorompe scrosciando
Del suo cinguettare la bocca mi inondo,
È il paradiso che irrompe nel mondo,
Sei la tempesta che appena si placa
Io poi mi distendo in riva al laghetto
Quello del parco che adorna il tuo corpo
E di mille pozzanghere adesso è cosparso,
Lì sono in pace e beato assopisco
Mentre contemplo i tuoi fiori di pesco,
La carne odorosa di terra e di erba,
Il gusto di fragola ormai non più acerba,
Io vado a passeggio nudo nel bosco,
Qui mi ritempro al ruscello più fresco
E dopo rimango assorto a sognare
Che presto il tuo sole mi torni a scaldare.